Ero finito nel cassetto dell’ immondizia. Era tutto scuro. Lo ricordo come fosse oggi. Come scordare alla fine tale fantastica sensazione. Erano gli anni della periferia torinese quella dura, del prato di siringhe sotto casa dove andavamo a giocare a pallone dove un giorno si l’altro pure si finiva a scazzotate per la qualunque: mi hai guardato negli occhi, oggi tu non giochi perché io ho deciso cosi, siciliano del cazzo e via dicendo.

Ricordo che quelli più grandi che mi ci buttarono con forza dentro scapparono dalla paura che scendesse mio padre. Ma non per pestare loro… ma me, quella pantomima capitava quotidianamente per la strada, era un tipo irascibile e aveva anche i problemi suoi. L’ho sempre giustificato. Alla fine ero io che non ero riuscito a farmi rispettare e quindi sarebbe stato logico punire me.

Ora,  io proprio  quel cavolo di bidone da dentro non riuscivo ad aprirlo. Sentire poi le risate ovattate che arrivavano da fuori mi innervosivano e non riuscivo a intravedere una via d’uscita che non fosse la peggiore – che mi aiutasse mio padre.

Come da dna, per chi mi conosce, feci la classica cosa alla Robo. Mi sedetti nell’ immondizia e iniziai a prendere ciò che c’era di buono in quel momento. Giocai un po’, mi guardai il contenuto delle buste.. beh si una situazione di merda si, direi letteralmente di merda ma tuttavia interessante. C’era un odore putrido ma logica voleva che respirassi, mi tranquillizzassi e capissi come venirne fuori.

Quindi seduto gambe distese, si ero molto piccolo parliamo di 5,6 anni.. e ci stavo per lungo sul lato corto di quel bidone. Iniziai a rovistare. Per fortuna la gente beve un sacco di cocacola, le bottiglie grosse di plastica erano un must negli ’80. Ne trovai 3.. non ricordo come di preciso ma le piazzai nei lati dell’ imboccatura in modo tale che la leva non premesse più cosi tanto e riuscì a creare lo spazio utile per infilarci la testa e spuntare fuori come un funghetto. Difatti nei momenti più strani della vita è corretto fermarsi un attimo e riflettere. Anche se si sente un odore marcio ed è anche giusto sperare di venirne fuori da soli. Perchè se mi avessero aiutato questa storia già da pochi spiccioli non avrebbe avuto alcun valore. Invece 30anni dopo, in questo preciso momento, è l’unica cosa, l’ unico ricordo che mi sta spingendo nella direzione giusta. La situazione è la stessa, semplicemente ora la situazione è maturata sono finito io ed un mio sogno dentro un cassetto chiuso dall’ esterno che è difficile da aprire. Bisogna fermarsi, respirare e fare le cose giuste anche quando tutto intorno a te puzza di marcio.

 

è uscendo dallo sporco che si diventa uomini.

 

pensieri

Fratello servo

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Il sole scolorisce i manifesti ai muri,
il tempo che si porta frasi e uomini all’oblio
e il mare che si ingoia facce, danze e falsita’
e le risputa in una nuova identita’

Ricordare è importante.
la parola resistenza non dovrebbe essere legata solo al passato e neanche all’ idea di un azione forte ed estrema.

La resistenza si fa nei piccoli gesti quotidiani fratello servo. Quando tutto questo inutile dovere di dovere continua a sommergerti fino al punto di non vedere che altre vite vengono sommerse e forse la resistenza è li che dovresti festeggiarla o la dovresti festeggiare tutti i giorni in modo tale che le nostre necessità non siano motivo della loro fuga.

Zittu tu che ha 35anni non hai neanche la macchina.

Ricominciamo da 0.
Un po’ fuori dai circuiti dei social. Troppo attenti al mi piace e poco ai contenuti.
In questi anni sono stato frainteso. A volte ricevevo valanghe di like su un post, su una mia immagine in giro per l’ Europa. Mentre mi allenavo, lavoravo, ridevo, amavo piangevo. Mentre facevo e disfacevo. Da fuori è tutto bello sì, cliccare ‘mi piace’ è facile però poi? Ti piace cosa?
Ti rivedi in quel che ho scritto? Benissimo. scrivimi.

Poi pure chi ti sta vicino si confonde. Ti prende per quel che non sei e rischia di confondere la tua impenetrabile passione per la libertà anche nei sentimenti in una gara a sentirsi figo o povero.

C’è un testo che amo e che ho sempre pensato fosse l’ icona di quel che penso debba essere l’amore. Eppure il frastuono degli altri, il continuo vociferare del noioso – ha distorto.

La musica ti aiuta a ripristinare le cose.

Guardati
nei tuoi occhi ora c’è una nuova luce
dal mio letto ti rivesti e te ne vai
tanto poi tornerai
io rimango qui
a scrivere una nuova canzone
lo sai che è tutto quello che so fare
non puoi chiedermi di più
ora che siamo liberi così
di sceglierci ogni volta invece che
lasciare troppe cose già decise
a scegliere per noi
che siamo liberi da qui
di lasciarci andare e poi
riprenderci
perché l’amore non finirà
se è anche libertà

Quando tutto sembra senza uscita
devi guardare bene in fondo la tua vita
e chiederti se è proprio come la volevi tu
o ti aspettavi di più
ma siamo liberi così
e ora avrai tutto il tempo per risponderti
se mi cercherai potrei raggiungerti
mentre giri un altro film
liberi da qui
di lasciarci andare e poi rincorrerci
perché l’amore non finirà
se è anche libertà

Perché l’amore non finirà
se è ancora libertà,,