pensieri

E ora avrai tutto il tempo per risponderti

Ora la musica per le cose che scrivo hanno un player anche per i cellulari. Non si può leggere senza musica.

      I giorni migliori

 

E’ capitato a tutti di guardarsi la punta delle scarpe mentre si cammina senza meta.

In questi lunghe passeggiate londinesi mi ero ripromesso di non guardare avanti ma di fissare i miei passi uno a uno. Concentrandomi su ogni singola goccia di pioggia che toccava il verde scuro delle scarpe, modificandolo. Delegando la rotta a uno dei mille sensi che lo stato di profonda coscienza in cui sono caduto ha partorito. Talmente tanti che il sesto rimane così distante e volano in alto i pensieri che riesco a vedermi piccolo. Come sono nella realtà.

Mi sono ritrovato a soffermarmi sulla pioggia che cadeva sul fiume, rompendo la promessa. In questo paese del cazzo non è neanche propriamente pioggia, la chiamano drizzle. Fine e veloce. Ricorda più la seta che l’acqua.

Eppure nella sua piccolezza, in questo quadro che non risulta interessante fino a qui mi è tornato in mente un passo di una canzone dei Tiromancino:

“Sono le sfumature a dare vita ai colori e a farci tornare in mente le cose più pure dei giorni migliori”.

Sto camminando senza meta perché ieri ho dovuto affrontare di faccia l’ incomprensione. Un mostro che prende le cose più pure dei giorni migliori e le distorce in qualcosa di insopportabile, odioso.  Alla tua vista tutte le sfumature di colore diventano semplice macchie di sporco. E già, la camminata parlava chiaro: l’ incomprensione fra due persone è un virus, che ti mangia da dentro e si espande come un cancro se non la combatti subito. Ma non solo. Avevo parlato tanto per scioglierle, mi piace spiegare per ore. Mi piace essere razionale.  In fondo, però, ho capito di essere stato stupido. Non me ne darò mai pace. Le incomprensioni più profonde, quelle che hanno la pelle logora dalla vecchiaia non necessitano di spiegazioni, di chiarimenti. No. Proprio per nulla.

Serve il tempo. Serve Il silenzio.

Serve camminare a lungo, guardare le scarpe che si bagnano e non chiedersi se si è stanchi.

E robo, cosa succede dopo che ci si è capiti?

Serve ritrovare l’ interesse per le piccole cose che sono alla base di tutte le promesse del futuro che cresce.

 

 

 

 

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