{"id":207,"date":"2016-04-27T11:38:17","date_gmt":"2016-04-27T11:38:17","guid":{"rendered":"http:\/\/robographics.net\/?p=207"},"modified":"2016-04-27T11:38:17","modified_gmt":"2016-04-27T11:38:17","slug":"my-dream-in-your-drawer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/robographics.net\/index.php\/2016\/04\/27\/my-dream-in-your-drawer\/","title":{"rendered":"My dream in your drawer"},"content":{"rendered":"<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-207-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/robographics.net\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Mahu\u0300t-My-dream-in-your-drawer.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/robographics.net\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Mahu\u0300t-My-dream-in-your-drawer.mp3\">https:\/\/robographics.net\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Mahu\u0300t-My-dream-in-your-drawer.mp3<\/a><\/audio>\n<p>Ero finito nel cassetto dell&#8217; immondizia. Era tutto scuro. Lo ricordo come fosse oggi. Come scordare alla fine tale fantastica sensazione. Erano gli anni della periferia torinese quella dura, del prato di siringhe sotto casa dove andavamo a giocare a pallone dove un giorno si l&#8217;altro pure si finiva a scazzotate per la qualunque: mi hai guardato negli occhi, oggi tu non giochi perch\u00e9 io ho deciso cosi, siciliano del cazzo e via dicendo.<\/p>\n<p>Ricordo che quelli pi\u00f9 grandi che mi ci buttarono con forza dentro scapparono dalla paura che scendesse mio padre. Ma non per pestare loro&#8230; ma me, quella pantomima capitava quotidianamente per la strada, era un tipo irascibile e aveva anche i problemi suoi. L&#8217;ho sempre giustificato. Alla fine ero io che non ero riuscito a farmi rispettare e quindi sarebbe stato logico punire me.<\/p>\n<p>Ora, \u00a0io proprio \u00a0quel cavolo di bidone da dentro non riuscivo ad aprirlo. Sentire poi le risate ovattate che arrivavano da fuori mi innervosivano e non riuscivo a intravedere una via d&#8217;uscita che non fosse la peggiore &#8211; che mi aiutasse mio padre.<\/p>\n<p>Come da dna, per chi mi conosce, feci la classica cosa alla Robo. Mi sedetti nell&#8217; immondizia e iniziai a prendere ci\u00f2 che c&#8217;era di buono in quel momento. Giocai un po&#8217;, mi guardai il contenuto delle buste.. beh si una situazione di merda si, direi letteralmente di merda ma tuttavia interessante. C&#8217;era un odore putrido ma logica voleva che respirassi, mi tranquillizzassi e capissi come venirne fuori.<\/p>\n<p>Quindi seduto gambe distese, si ero molto piccolo parliamo di 5,6\u00a0anni.. e ci stavo per lungo sul lato corto di quel bidone. Iniziai a rovistare. Per fortuna la gente beve un sacco di cocacola, le bottiglie grosse di plastica erano un must negli &#8217;80. Ne trovai 3.. non ricordo come di preciso ma le piazzai nei lati dell&#8217; imboccatura in modo tale che la leva non premesse pi\u00f9 cosi tanto e riusc\u00ec a creare lo spazio utile per\u00a0infilarci la testa e spuntare fuori come un funghetto. Difatti nei momenti pi\u00f9 strani della vita \u00e8 corretto fermarsi un attimo e riflettere. Anche se si sente un odore marcio ed \u00e8 anche giusto sperare di venirne fuori da soli. Perch\u00e8 se mi avessero aiutato questa storia gi\u00e0 da pochi spiccioli non avrebbe avuto alcun\u00a0valore. Invece 30anni dopo, in questo preciso momento, \u00e8 l&#8217;unica cosa, l&#8217; unico ricordo che mi sta spingendo nella direzione giusta. La situazione \u00e8 la stessa, semplicemente ora la situazione \u00e8 maturata sono finito io ed un mio sogno dentro un cassetto chiuso dall&#8217; esterno che \u00e8 difficile da aprire. Bisogna fermarsi, respirare e fare le cose giuste\u00a0anche quando tutto intorno a te puzza di marcio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00e8 uscendo dallo sporco che si diventa uomini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ero finito nel cassetto dell&#8217; immondizia. Era tutto scuro. Lo ricordo come fosse oggi. Come scordare alla fine tale fantastica sensazione. 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