{"id":218,"date":"2016-05-13T22:45:08","date_gmt":"2016-05-13T22:45:08","guid":{"rendered":"http:\/\/robographics.net\/?p=218"},"modified":"2016-05-13T22:45:08","modified_gmt":"2016-05-13T22:45:08","slug":"quello-ora-lo-sguardo-quando-eri-piccolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/robographics.net\/index.php\/2016\/05\/13\/quello-ora-lo-sguardo-quando-eri-piccolo\/","title":{"rendered":"Quello che sei ora \u00e8 lo sguardo di quando eri piccolo."},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><em>( la canzone per leggere questo mi pare questa qui)\u00a0<\/em><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-218-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/robographics.net\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Sufjan-Stevens-Death-with-Dignity.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/robographics.net\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Sufjan-Stevens-Death-with-Dignity.mp3\">https:\/\/robographics.net\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Sufjan-Stevens-Death-with-Dignity.mp3<\/a><\/audio>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Da piccolo ho sempre sognato di essere simile a lui.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Stava seduto in piazza con il suo cane. Non ho mai capito perch\u00e9 non stesse in centro ma bens\u00ec in una periferia desolata.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Aveva le sue coperte, uno zaino enorme di quelli da 102 litri per la montagna e, un sacco di buste piene di fogli e libri.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Stava sdraiato l\u00ec. Sulla panchina di legno vicino al torello ( le fontane torinesi ). Sporco, con i capelli ormai morti e una giacca militare di quelle che trovavi al Gran Baloon per poche decina di mila lire.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Le vecchiette e tutta la gente perbene ad ogni sguardo lo scrutavano\u00a0con compassione ed una spruzzata di disprezzo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Lui sorrideva<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sempre ed alzava quella mano coperta da un guanto di lana ritagliato malamente per lasciare le dita scoperte. Le muoveva su \u00e8 gi\u00f9 le ditina creando un saluto che aveva pi\u00f9 il gusto della presa per il culo che altro.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Li salutava tutti e sogghignava ma senza cattiveria.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Avevo sedici anni e un giorno mi disse &lt;&lt;come va ragazzo ?&gt;&gt;<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Mi fermai e mi sedetti nella panchina vicino a lui. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">&lt;&lt;che bel cane! dorme? &gt;&gt;<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Fu la prima cosa istintiva che dissi<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">&lt;&lt; ma cosa ha sotto la pancia?&gt;&gt; continuai, ero un ragazzino\u00a0e parlavo troppo, chiedevo sempre e dondolavo come un autistico quando ascoltavo. Lo faccio ancora oggi. &lt;&lt;<\/span><span class=\"s1\">Ah,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>rocky uffa&gt;&gt;, lo spost\u00f2 con un gesto d&#8217;amore che non ricordo ancora di aver rivisto in vent&#8217;anni e tir\u00f2 fuori un libro minuscolo di non troppe\u00a0pagine.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201cL\u2019 essere e il nulla&#8221; &#8211;\u00a0<\/span><span class=\"s1\">\u00a0di Jean-Paul Sartre. Era tutto sgualcito e sporco. Sembrava pi\u00f9 un giornalino ormai che un libro a copertina rigida.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">&lt;&lt;ma i libri li tieni cos\u00ec? &gt;&gt;.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Lui mi guard\u00f2 sorridendo e sputo per terra. Prima per\u00f2 si impegno in un lavoro di ricerca interno per espellere tutto, con un suono forte che ricordo ancora ora.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">&lt;&lt;Vedi che non \u00e8 importante dove li tieni i libri, tanto alla fine finiscono tutti nello stesso posto&gt;&gt;, intanto\u00a0batteva<\/span><span class=\"s1\">\u00a0l\u2019indice semiscoperto, ripetutamente, sulla fronte sporca. Me lo ricordo come fosse ora a causa di quelle unghie cosi storte e sporche che non capivo come facesse a non soffrire.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">&lt;&lt;Che dice?&gt;&gt;gli chiesi<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">&lt;&lt;Dice che la gente che mi guarda e pensa che io sono solo un povero barbone non l\u2019ha letto&gt;&gt;. E sput\u00f2 &#8211; di nuovo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">&lt;&lt;E tu ne sei sicuro&gt;&gt;, sorrisi<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">&lt;&lt; Vedi a me i francesi di base mi stanno sul cazzo &gt;&gt; ribatt\u00e8 &lt;&lt;\u00a0ma questo qui.. questo qui sapeva cosa fosse la dignit\u00e0. Sai per lui avere il senso della propria dignit\u00e0 significa dare importanza a se stessi per quel che si \u00e8 ed una volta che lo fai intravedi la ricchezza che c\u2019\u00e8 anche negli sguardi degli altri: dalla vecchia riccona del sedici ( il palazzo alle nostre spalle in piazza sauro ) a Raschill\u00e0 &gt;&gt; ricordo era\u00a0<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">un ragazzo magrissimo e peloso, \u00a0poco carismatico, che giocava spesso \u00a0a \u00a0pallone con noi nei giardini.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Continu\u00f2: &lt;&lt; Chi ha dignit\u00e0 di se non schifa la sua condizione, guardami\u2026 e non \u00e8 n\u00e8 geloso n\u00e8 odia quella degli altri ma anzi ci cerca del buono, dell\u2019 utile. Io mi arricchisco guardandoli. Qui in mezzo non sono io il pi\u00f9 povero&gt;&gt;.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ammetto che ci rimasi un attimino di merda \u00a0ma, mi convinse. Ancor prima che le sue parole finissero di ronzarmi intorno.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In quel momento mi sembr\u00f2 l\u2019uomo pi\u00f9 ricco del mondo. Lui non doveva niente a nessuno, era solo ma non faceva pena. Mi guardai intorno e mi soffermai su molti passanti. Sistemati, puliti, possibilmente affermati e conosciuti nel quartiere: e si, nei loro occhi c\u2019era molta pi\u00f9 solitudine e pena di Alessandro. Alessandro il barbone della piazza. Quello che teneva Sartre al caldo e lo faceva dormire vicino al suo cane. L\u2019 uomo che volontariamente cambio il mio modo di vedere tutto. Fino a oggi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Non so quante volte abbia detto ai miei migliori amici che mal che vada io sar\u00f2 sempre felice, al massimo divento un barbone, e ridevo. E loro sbuffavano.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Avessi detto &#8220;al massimo divento come Alessandro, avreste dovuto conoscerlo&#8221; forse avrei attirato pi\u00f9 attenzione e meno risate sarcastiche.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Oggi per passione mentre ero sull\u2019 8 che da St Paul&#8217;s porta ad Hackeny passando da Shoreditch e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Brick Lane mi \u00e8 tornato in mente come una canzone la mattina. Dalla fottuta massa di ricchi in cravatta, agli hipster e artististoidi del cazzo degli studi di grafica di Londra fino agli inglesi delle popolari vicino a Roman road \u00a0per arrivare agli alessandri che se ne stanno sdraiati al Victoria Park vicino a casa godendosi il Regent canal.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ho ripreso un libro che ne studia i percorsi del pensiero di quel Francese. Si intitola Donarsi di Luciano Settimio lo avevo scaricato a muzzo\u00a0tempo addietro.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ho cercato subito qualcosa relativo al momento che sto vivendo e che mi sta corrodendo l\u2019anima come un cancro: &#8220;voler amare una donna\u00a0senza remore \u00a0anche se senza ombra di dubbio \u00e8 diversa da me, con evidenti comportamenti che dovrebbero scaturire solo odio anzich\u00e9 passione. Senza sentirla mia ma lasciandola libera.&#8221;<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ed ecco qui che mi si spingono in faccia parole dallo schermo, schiacciandomi contro il finestrino del bus:<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201c La presa di coscienza delle dinamiche di possesso indica che l\u2019altra persona inizia a non essere pi\u00f9 considerata come un oggetto da strumentalizzare assimilandolo all\u2019 interno di un progetto personale sul mondo, ma comincia ad essere<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>percepito e considerato come a se stante e come mistero, differenza, ulteriorit\u00e0: presenza inassimilabile a se stessi e quindi diversa da s\u00e9. differente.&#8221;<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">&lt;&lt;Ma mi ami anche se sono cosi? &gt;&gt; l&#8217; ultima\u00a0notte\u00a0mi chiese.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La risposta era tutta li, sotto il pelo di un cane sporco di un barbone della periferia torinese morto 12anni fa. in silenzio.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>( la canzone per leggere questo mi pare questa qui)\u00a0 Da piccolo ho sempre sognato di essere simile a lui. 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